lunedì 11 ottobre 2010

Salsomaggiore Terme, XII Convegno Nazionale degli Ufficiali Medici e X Simposio del personale sanitario della Croce Rossa Italiana















Finalmente un po' di riposo per le mie stanche membra!
Quattro giorni da dedicare a me stesso e a mia moglie.





Salsomaggiore e' stupenda in questa stagione:non affollata se non da noi medici CRI,clima semiautunnale,comunque piacevole...e tanta voglia di conoscere nuovi posti in cui deliziarci con le golsita' del posto.

sabato 21 agosto 2010

Le delizie del mare........



Centocelle ebbe un grande sviluppo con la nascita e lo sviluppo dell'adiacente ed omonimo aeroporto, il primo aeroporto italiano, entrato ufficialmente in funzione il 15 aprile 1909 quando Wilbur Wright venne a dare una serie di dimostrazioni del Flyer. Parte dei villini che in esso ancora si ergono erano le abitazioni del personale militare, ufficiali e sottufficiali dell'aeroporto. Proprio per la presenza di questo obiettivo militare la zona fu fatta oggetto di numerose incursioni aeree alleate nel corso della Seconda guerra mondiale. La successiva urbanizzazione della città ridusse l'operatività dell'aeroporto ad eliporto.
Durante gli anni quaranta Centocelle aveva il suo punto centrale in piazza dei Mirti e la via principale in via dei Castani, costeggiate da piccole case basse a uno-due piani.
Nella piazza sorgeva un'osteria con un pergolato, dove risiedeva il comando partigiano di zona nel periodo in cui, nei primi mesi del 1944, Centocelle divenne "zona liberata", mentre tutto intorno si estendeva il tracciato dei binari delle ferrovie vicinali.
Al di là di questi due luoghi, c'erano strade in terra battuta, che si addentravano nella campagna circostante verso la marrana allora presente che scorreva in una valletta. Questi sentieri avevano tutto intorno casupole, disposte disordinatamente su un terreno leggermente ondulato.
Con caratteristiche più vivibili rispetto al vicino Quarticciolo, Centocelle accoglieva operai dell'industria romana, artigiani, piccoli commercianti, contadini e tranvieri, che ne abitavano le case migliori.
Finita la guerra a partire dagli anni cinquanta fino agli anni settanta si ebbe un periodo di costruzione selvaggia che snaturò la natura dei luoghi come gran parte della allora periferia di Roma. Tuttavia fu messo in atto un vero e proprio piano regolatore ben visibile dalla perimetralità delle strade del quartiere.(Wikipedia)

giovedì 12 agosto 2010

Sera d'estate a Maccarese.......

Tra Fiumicino e Passoscuro,alle porte di Roma,zona di mare molto frequentata dai romani da sempre,Maccarese,con le sue piantagioni agricole e i suoi allevamenti di bovini
(famosa la carne proveniente dalla cooperativa omonima venduta anche in alcuni supermercati romani),mi ha riservato una gradita sorpresa:Il Fienile di Maccarese.

mercoledì 30 giugno 2010

Vicino al caos di Ponte Milvio........



OSTERIA IL QUINTO QUARTO

Via della Farnesina,13
00194 - Roma (RM) Italia
Tel. 06.3338768
http://www.ilquintoquarto.it/
Chiuso Domenica e Sabato a pranzo.



Cos'e' il "Quinto Quarto"?

Il quinto quarto è quel che rimane della bestia vaccina o ovina dopo che erano state vendute ai benestanti le parti pregiate: i due quarti anteriori e i due quarti posteriori.
Si tratta, quindi, di tutto quanto è commestibile delle interiora e degli scarti: trippa, rognoni (i reni della bestia),cuore, fegato, milza, animelle (pancreas, timo e ghiandole salivari) e schienali, cervello e lingua ed anche la coda.
Dalla carne ovina si prende anche la coratella, l'insieme delle interiora (fegato, polmoni, cuore).
Per il maiale e la vitella, a questa lista vanno aggiunti gli zampetti.
Da che esiste Roma, le cucina delle classi meno abbienti è stata quella dei prodotti del vicino Agro, delle farinate e dei legumi.
Non a caso la celebre PULS dei romani era una pappa di cereali e legumi che nei diversi accostamenti prendeva altri nomi e sapori.
Tra i legumi erano i ceci a farla da padrona, anche sulla tavola dei ricchi.
Bagnati di olio e presentati caldi in ciotoline di coccio aprivano il pasto della sera.
Poi, con i secoli, la cucina del volgo prese l'abitudine di fare della zuppa di legumi il suo piatto della vigilia, come pasta ceci e baccalà.

martedì 22 giugno 2010

Vecchia Roma......



TRATTORIA DA GIULIO ER TIMONIERE

Via Francesco O. da Pennabilli, 5
00154 - Roma (RM) Italia
Tel. 06.5110007
Chiuso la Domenica.



La Garbatella è suddivisa in lotti, occupati da costruzioni che circondano cortili e giardini che, soprattutto in passato, erano punti di ritrovo per la popolazione: lavatoi e stenditoi, botteghe e cantine, sedie e muretti.
L'assetto architettonico della zona è un compromesso tra l'estetica e la pratica: le abitazioni sono collocate, almeno nel nucleo storico,in villini o palazzine di tre piani al massimo, con grande cura per i dettagli e per la diversificazione degli stili.

lunedì 14 giugno 2010

Dalle parti del gazometro.....


Ha cambiato gestione.
Parlo dell'ex"Alivecchimercati",ora "La sella del Diavolo",su Via Ostiense,a due passi dal Gazometro.
Ristorantino che negli ultimi tempi ha cambiato diverse gestioni.
Questa mi e' sembrata la migliore di tutte,non solo per la qualita' del cibo,la simpatia nel servizio,ma anche per una cosa di cui vi diro' poi.

venerdì 4 giugno 2010

da Benito e Gilberto al Falco


Benito e Gilberto al Falco.....

Una traversa,un vicoletto di Borgo Pio,a due passi dar Cuppolone,al civico 19 si trova un'insegna:
HOSTARIA:e' qui che secondo molti,si mangia uno dei migliori pesci di Roma!

Il locale è molto piccolo ed i tavoli sono addossati tra loro.

Nonostante questo l'atmosfera è intima e adatta anche per cenette romantiche.

Le pareti sono tappezzate di foto di artisti che da decenni hanno frequentato il ristorante,
 si va da Fellini e Mastroianni fino al Benigni dei giorni nostri e,naturalmente ErPupone nostro!

Il patron è molto cordiale ed attento alle richieste dei clienti che ho visto,spesso serve personalmente.

Matricianella


Matricianella....
Da tempo volevo provare questo ristorante in pieno centro,e l'altro giorno con il conforto di un collega ho finalmente prenotato in questo che viene da molti considerato un luogo sacro per la cucina romana.
Il mio  primo consiglio, dunque, è questo: mai provare ad andare da Matricianella senza prima telefonare e prenotare un tavolo.

Osteria della Stazione,Marino



Il locale si presenta molto grazioso e dall'atmosfera soffusa,
ricavato da un'antica cantina scavata nel tufo,arroccata in cima alla scalinata che sale dalla Stazione di Marino.
Il proprietario,Guglielmo,lo troviamo alle prese con dei clienti,a cui sta spiegando i suoi piatti.

Ristorante Primo Sale


Trattoria Primo Sale
Circonvallazione Clodia,22
tel. 0639754772-3477750846






A vederla distrattamente da fuori sembra una vecchia trattoria tradizionale,dalle parti di S.Pietro
Oggi però, dopo la rivisitazione operata da Pasquale Baldassarre, e' tutta un'altra cosa,un altro tipo di locale,sofisticato nell'arredamento,che cerca di abbinare i piatti della
tradizione con una ricerca culinaria più adatta agli assaggini che alle abbuffate.
Non è insomma, il posto giusto per chi sente il bisogno di un piatto di una carbonara innaffiata da abbondante vino de li Castelli, ma piuttosto un locale adatto per cenette intime a base di piatti rivisitati, decisamente più delicati delle preparazioni tipiche romanesche.

Casale del Farfa



Un'idea per una gita fantastica?
FARFA!!!

L'Abbazia di Farfa prende il nome dall'omonimo fiume (il Farfarus di Ovidio) che scorre poco lontano e che ha dato il nome anche al borgo adiacente l'abbazia.
L'Abbazia si trova nel territorio del comune di Fara in Sabina, nel reatino,e conserva tuttora testimonianze di architettura carolingia uniche in Italia che si possono distinguere nella base dell'unico campanile a noi giunto e
nel muro perimetrale alla base dello stesso, dove si distinguono, perfettamente conservate, le caratteristiche lesene.
Il resto del campanile con le trifore è opera di un periodo successivo.
Il paesino è cinto da antiche mura che proteggono al loro interno, così come avveniva nel passato, basse case dai muri corrosi dal trascorrere del tempo.
La piccola rete viaria rispecchia quelle delle antiche città romane e nel corso principale si affacciano fiorenti attività artigianali, prime tra tutte la tradizionale lavorazione dei tessuti.
ed i monaci sopravvissuti emigrarono nei monasteri sorti nelle vicinanze.
Farfa fu fondata da Lorenzo Siro giunto in Italia, nel V secolo dalla Siria durante le persecuzioni degli eretici Ariani in Oriente.
Una volta raggiunta la valle del Farfa, Siro costruì la prima chiesa sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla dea Vacuna.
Dopo la morte del suo fondatore la chiesa fu incendiata dai Longobardi, ancora non convertiti al cristianesimo, ed i monaci sopravvissuti emigrarono nei monasteri sorti nelle vicinanze.

CASALE DEL FARFA

Via Ternana, 53 ( Ponte Sfondato)
02034 - Montopoli di Sabina (RI) Italia
Tel. 0765.322047

Ubicato a metà strada tra Roma e Rieti, a pochi chilometri dall'abbazia di Farfa del V secolo, questo locale è in realtà un'azienda agricola, con annesso ristorante ricavato all'interno di un antico casale.

Canino ed il suo olio....


Canino è un comune con poco più di cinquemila abitanti della provincia di Viterbo(44 km).
Si trova nell'immediato entroterra rispetto alla costa tirrenica e alla Maremma laziale, nella Tuscia, a due passi da Vulci e dalla distrutta città di Castro.
Canino,quindi, è vicino al mare (con la località Montalto di Castro), vicino alla montagna (con il Monte Amiata) e vicino al lago (con il Lago di Bolsena).
Le sue campagne sono soprattutto coltivate a vite e olivo, oltre che famose per la ricchezza di cacciagione.
Il celebre olio extra vergine di oliva Canino,ricavato dalla varietà d'olivo "Canino", ha ricevuto la DOP nel 1996.

Osteria del Vicolo Fatato



Zona di produzione: provincia di Frosinone (tutto il territorio comunale di Piglio e Serrone e parte del territorio di Acuto, Anagni e Paliano).
Riconoscimento nel 2008.

mercoledì 2 giugno 2010

Pesce(ma non solo) in Prati........


Ristorante Fratelli Micci
Via Andrea Doria,55 a/b  Roma
Tel. 0639733208
 



A Via A. Doria (zona Prati), vicino al Vaticano,si trova il ristorante dei fratelli Micci.
Il locale, elegante e familiare, accoglie i clienti in 2 sale ampie e luminose, nelle serate estive hanno anche posti all'aperto.

venerdì 21 maggio 2010

La Porchetta di Ariccia




La porchetta è un piatto tipico dell'Italia centrale.
Consiste in un maiale intero, svuotato, disossato e condito all'interno con sale, pepe, erbe aromatiche, interiora (rognone escluso) e arrostito in forno.
La porchetta si consuma tagliata a fette come secondo piatto oppure fuori pasto in panini imbottiti.
È d'obbligo nelle cosiddette merende in cantina, tipiche delle zone di produzione vinicola.
Il suo consumo è favorito dai venditori ambulanti che si recano dov'è previsto un notevole afflusso di persone.
Il luogo di elaborazione della ricetta della porchetta è a tutt'oggi incerto.

giovedì 20 maggio 2010

Amatrice


AMATRICE

sagra dell\'amatriciana ad Amatrice è un comune italiano di 2.730 abitanti, della provincia di Rieti, nel Lazio. Oggi afferente alla provincia di Rieti, fino al 1927 faceva parte della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. È sede del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga.
Anticamente era parte integrante del Regno delle Due Sicilie.

Pecorino di Fossa


IL PECORINO DI FOSSA

(Ovillis Ambrosia)
Nel periodo di aprile e maggio sono messi a stagionare nelle grotte gli "Ovillis" (pecorini) migliori.
Nella prima quindicina di Agosto vengono riposti in tela bianca di cotone per essere infossati.
Intanto le pareti tufacee della fossa vengono rivestite con paglia fresca e fieno di erbe particolari raccolte nei pascoli di montagna.
I sacchi di tela bianca vengono riposti con cura nella fossa per 100 giorni. L’apertura della fossa viene sigillata in modo che non filtri assolutamente aria.
In questi 100 giorni il pecorino subisce una straordinaria trasformazione. In un primo momento respira l'ossigeno che si trova nella grotta tufacea poi, in assenza di ossigeno, subisce una rifermentazione. Ed è questo il passaggio più importante, quello che caratterizzerà il pecorino.
Dopo 100giorni la fossa viene aperta ed agli occhi dei golosi si presenta uno straordinario scenario: le pareti della grotta ed i sacchi di tela sono ricoperte da uno strato di candide muffe.
Questi sacchi vengono portati fuori dalla fossa ed aperti, sprigionando un particolarissimo, inebriante profumo.
A Cartoceto in provincia di Pesaro, l'apertura della fossa avviene l'ultima domenica di Novembre, giornata di grande festa per il paese e per gli amanti di questo indimenticabile pecorino.
Chi nel 1400 abitava a confine tra Marche e Romagna aveva un gran da fare per difendere la propria casa; infatti i territori compresi tra Sogliano al Rubicone e Talamello erano zona di fronte tra il Duca d’Urbino e la Signoria di Forlì, come tale sempre esposti ai saccheggi delle truppe di turno.
Così ogni famiglia aveva bisogno della sua cassaforte: una fossa scavata nel pavimento di tufo e ben mimetizzata dalla copertura in pietra.
Sicuramente il formaggio di fossa è figlio della necessità di conservare un prodotto il più a lungo possibile.
Il processo di fermentazione anaerobica, che avviene nelle fosse a una temperatura di 30-35 gradi con tasso di umidità del 100% (per 85 giorni), dona al formaggio una nuova morbidezza oltre che un sapore più complesso.
L’infossatura avviene ad agosto e il 25 novembre, festa di Santa Caterina, si aprono le fosse.
La patria del formaggio di fossa è Sogliano al Rubicone, dove il 25 Novembre di ogni anno si rinnova il rito della sfossatura dei formaggi, con una grande festa che da qualche anno è diventata una vera e propria sagra del formaggio di fossa.
Questo formaggio è prodotto anche a Talamello, in provincia di Pesaro-Urbino, dove è chiamato Ambra di Talamello.
Il formaggio di fossa è uno dei formaggi che ha ottenuto più recentemente la Denominazione di Origine Protetta.
Il disciplinare di produzione del formaggio di fossa, sul quale molti gastronomi hanno avuto da ridire, prevede che il latte, di pecora o misto (vaccino - ovino) possa provenire da buona parte delle Marche e dell'Emilia Romagna, solo l'infossatura deve avvenire all'interno della zona di origine, a Sogliano oppure a Talamello.
A mio parere tale polemica è sterile: imporre la provenienza del latte solo nella zona di origine avrebbe comportato una produzione molto piccola (a Sogliano non ci sono tanti allevamenti di pecore) e un prezzo elevatissimo (già ora è tra i più alti, considerando che difficilmente il fossa va oltre l'anno di stagionatura).
Tante altre DOP non garantiscono un prodotto di alta qualità, e d'altro canto, la funzione della DOP è quella di elevare la soglia minima di qualità per evitare frodi e garantire a tutti un prodotto decente, mentre il vero appassionato di formaggi non può di certo basarsi solo su questa certificazione per trovare il top della qualità. Tant'è che alcuni produttori di formaggio di fossa non certificano il loro prodotto, anche se producono formaggio di fossa di qualità eccelsa.
Il formaggio di fossa ha un sapore molto particolare e particolarmente intenso.
Durante il periodo di stagionatura nelle fosse i formaggi assumono i profumi di legno, tartufo, muschio dell'ambiente della fossa e cambiano forma assumendo una sezione quasi rettangolare.
Il sapore che acquisisce il formaggio di fossa va dal dolce al piccante, all'amarognolo a seconda del tipo del formaggio di partenza, della fossa nella quale è stato stagionato e dalla sua maturazione iniziale.
Il formaggio di fossa è un formaggio grasso, più o meno a seconda del latte di partenza: quello di pecora è più grasso di quello di mucca.
Il formaggio di fossa è un ottimo ingrediente della cucina, sì, poiché ha un sapore fortissimo in grado di insaporire in modo incredibile molti piatti con una quantità minima di calorie, in quanto ne bastano pochi grammi.
I formaggi che vengono infossati possono essere di diversi tipi, di solito sono caciotte di mucca o di pecora, prodotte con latte crudo.
Dopo una maturazione di qualche settimana, vengono chiusi dentro sacchi di tela sui quali viene riportato il peso e il nome del proprietario.
Le fosse scavate nel tufo sono a forma di fiasco e profonde 3 metri circa.
Prima di essere riempite vengono pulite e bonificate bruciando paglia e sterpi, vengono poi rivestite di paglia e canne per favorire la sgocciolatura del siero ed evitare il contatto dei formaggi con le pareti della fossa. Dopo aver stivato i sacchi dei formaggi nelle fosse esse vengono chiuse con coperchi di legno.
Con cosa abbinare questi formaggi?leggete qui
Dove ci troviamo?

Sogliano al Rubicone


Sogliano al Rubicone  è un comune della provincia di Forlì-Cesena, a circa 25 km da Cesena.
Una zona fantastica per cultura,paesaggi,enogastronomia.....vedi
e per la sua famosissima sagra del Savor,un'antica marmellata diffusa un tempo soprattutto in Romagna.
E' un dolce "povero" che si ottiene, dopo lunga bollitura, facendo cuocere nel mosto d'uva nera un'insieme di frutti autunnali ("frutti dimenticati") come frutta secca, polpa di zucca,scorze di arancio e limone. .
Denso e scuro, il Savor è ottimo per accompagnare indifferentemente piatti dolci, arrosti e bolliti. E' ottimo anche accompagnato al formaggio di fossa di Sogliano.
Nelle case contadine, specie a Montegelli, il Savor veniva conservato in piccole damigiane dal largo collo e serviva come energetico companatico da consumare durante l'inverno.
Ecco la ricetta:
Si prendono 8 litri di mosto d'uva nera (preferibilmente sangiovese) e si fa bollire fino a quando il mosto sia ben denso e sia rimasto circa 2 litri.
In questo concentrato zuccherino si mettono a bollire 2,5 Kg. di frutta autunnale, pere, mele, mele cotogne sbucciate e tagliate a dadi piuttosto grossi, fichi, gherigli di noci e gherigli di mandorle sbucciati, scorza di limone non trattato, poca cannella.
Quindi si procede come  per una normale marmellata.
Quando  il savor avrà raggiunto la consistenza desiderata  si mette, ancora bollente, in vasi dalla chiusura ermetica  e si conserva.
Riportiamo la definizione di Savor, nel dialetto romagnolo, secondo il vocabolario di Ercolani:
savôr = s. m. «savore», "specie di marmellata ottenuta con il far bollire nel sugo di mosto, non ancora fermentato, ogni sorta di frutta tagliuzzata: pere, mele cotogne, gherigli di noci, bucce d’arance" (Paolo Toschi).

mercoledì 19 maggio 2010

Madonna delle Grazie


 A due passi dalla stupenda Città della Pieve ho scoperto casualmente questo interessante agriturismo.

domenica 16 maggio 2010

Da Ezio al Ponte,Velletri



Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Nella regione del Lazio fra Cora ed Albano, e delle sue regali vie a man sinistra la Latina e a destra l'Appia, sorge l'antichissima e fedelissima città di Velletri, già capo del Regno dei Volsci, sopra un colle a forma di scudo, che da mezzogiorno scuopre il mar Tirreno, e da Levante, da ponente e da settentrione vien circondata da colline, e piani e da montagne fertilissime. »
(Giuseppe Bassi, Descrittione della città di Velletri, Roma, 1631.)

Velletri (in latino Velitrae) è una città di 51.000 abitanti nel Lazio, in provincia di Roma.Inclusa erroneamente nell'area dei Castelli Romani nonostante la sua lunga e gloriosa tradizione di libero comune, Velletri è uno
dei centri economicamente e culturalmente più vivi della provincia.
È inoltre il primo comune tra i quindici comuni dei Castelli Romani sia per numero di abitanti, che per estensione territoriale.

venerdì 14 maggio 2010

Osteria Bonelli



OSTERIA BONELLI

Viale dell'Acquedotto Alessandrino, 172-174
00177 - Roma (RM)

cell: 329.8633077
Dove Sono


L'acquedotto Alessandrino (Aqua Alexandrina), l’undicesimo acquedotto dell’antica Roma, venne edificato nel 226 dall'imperatore Alessandro Severo.
La sua realizzazione era finalizzata all’approvvigionamento idrico delle terme di Nerone che, situate in Campo Marzio presso il Pantheon (circa nella zona occupata oggi da Palazzo Madama), erano state radicalmente ristrutturate dallo stesso imperatore, e che pertanto da allora assunsero anche la denominazione di "Terme Alessandrine" .

giovedì 13 maggio 2010

Zi' Gaetana


Via Cola di Rienzo,una delle vie piu' commerciali di Roma,a due passi da S.Pietro,fu intitolata nel 1911 al tribuno e senatore romano Nicola Gabrini figlio di Lorenzo,detto Cola di Rienzo, un nobile romano che nel XIV secolo tentò di ripristinare la repubblica a Roma in contrasto col potere papale.

giovedì 6 maggio 2010

Da Carlone a S.Maria della Luce




L'attuale nome di S. Maria della Luce daterebbe al 1730.
In quell'anno, si narra, avvenne un episodio importante per la storia della chiesa e del quartiere romano di Trastevere.
Nelle vicinanze vi era un'abitazione fatiscente, deposito di materiale di risulta, presso cui si trovava un'immagine della Madonna.
Un giorno un cieco, entrato al pianterreno di tale abitazione vicina alla chiesa, udì un forte rumore di calcinacci che cadevano.
Credendo che gli stesse per crollare addosso la volta della casa, preso dal panico si girò per fuggire ed in quel momento vide, sulla parete dalla quale si era staccato l'intonaco, l'effige di Maria col Bambinello circondata da un alone luminoso.
Gridando "Luce, luce!" uscì fuori per mostrare a tutti l'evento prodigioso di quell'immagine riapparsa da sotto l'intonaco che gli aveva ridato la vista. Altri ciechi accorsero e furono guariti. Quella stessa immagine venne traslata nella chiesa di S. Salvatore che prese così il nome di S. Maria della Luce.

mercoledì 5 maggio 2010

Fattoria Collepina


Amelia,in provincia di Terni,Amelia, anticamente nota con il nome di Ameria, è una città di origini antichissime: fu certamente tra i primi centri italici.
Le imponenti mura poligonali, che cingono unitamente a quelle romane e medievali il vasto centro storico, sono il monumento archeologico più rilevante.

martedì 27 aprile 2010

Al Matriciano


Ci troviamo nel Rione Prati,uno dei piu’ antichi e belli di Roma,dove abbiamo provato un localino niente male davvero,un posto dove la cucina romanesca e’ rappresentata in maniera eccellente.
Stiamo parlando del “Matriciano”,in Via dei Gracchi,dove abbiamo provato una matriciana…….

lunedì 26 aprile 2010

La Bussola a Torvaianica





"Conosciuto l'altra sera(26.04.2010),in occasione di una cerimonia(l'ennesima!).
Proprio sul lungomare di Torvaianica,a circa due kilometri dalla piazza centrale,si trova,incastonato in una lunga serie di ristoranti e trattorie perlopiu' chiuse,vista la stagione,questo locale fa bella mostra di se.
Parcheggio molto grande(e' anche stabilimento),ingresso con vasche piene di astici,due sale grandi(una piu' piccola per fumatori).
Ambiente non elegantissimo,ma molto pulito e confortevole.
Belli i tovagliati e la posateria.
Piacevole musica piano-bar di sottofondo.
Cosa cucinano?

venerdì 23 aprile 2010

Norcia,Trattoria Del Priore


Norcia,provincia di Perugia, collocata nel punto di raccordo di due realtà paesaggistiche assai diverse ma contigue: la Valnerina, ovvero il comprensorio della stretta valle fluviale scavata dal fiume Nera e dai suoi affluenti, con le sue pendici montane scoscese ricoperte di vegetazione,e i Monti Sibillini,facenti parte del Parco omonimo,in cui si trova Castelluccio,famosissima per le sue lenticchie.

Taverna Castelluccio

Castelluccio,frazione di Norcia(circa 30 chilometri),la sua storia e' strettamente legata alla storia della pastorizia. Quando nacque l'esigenza di cambiare l'attività di questa da stagionale a stanziale, cominciò il disboscamento delle alture per creare nuovi pascoli, inoltre il legno era usato come materiale da costruzione e da riscaldamento.

martedì 20 aprile 2010

Osteria del Cannellino


L'Auditorium Parco della Musica di Roma è stato progettato dal celebre architetto italiano Renzo Piano.

lunedì 19 aprile 2010


Deruta è un comune italiano della provincia di Perugia, noto per la produzione delle ceramiche artistiche.
Qui si trovano botteghe, laboratori, fabbriche, sale di esposizione e due scuole d'arte ceramica,infatti questa cittadina propone delle ceramiche che sono famose in tutto il mondo.

sabato 17 aprile 2010


Essere un importante crocevia di transito fra Perugia, Todi, ed Orvieto ha caratterizzzato, fin dall'epoca etrusca, la storia di Marsciano, assegnandole una posizione di primo piano e favorendone lo sviluppo, ma spesso rendendola anche teatro di aspre battaglie.

Bar-Ristorante S.Francesco d'Assisi.


Nella ridente cittadina di Assisi,patria di S.Francesco e di S.Chiara,localizzata sul fianco occidentale del Monte Subasio,si hanno mille motivi per visitarla:religiosi,storici,culturali,architettonici e,perche' no,anche enogastronomici.

giovedì 15 aprile 2010

Spiritodivino


Montefalco è un comune della provincia di Perugia,punto di riferimento della regione vinicola che vede tra i suoi "pezzi forti" il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco Rosso.
E' situata in una posizione panoramica, dominante la pianura del Topino e del Clitunno. Per questa favorevole posizione è chiamata "la ringhiera dell'Umbria".

domenica 11 aprile 2010

La Tavernetta


Nella splendida Cascia,che di cose belle ne ha davvero a bizzeffe,davanti alla Basilica di S.Rita,proprio nella piazzetta,vedrete un vecchio palazzo rinascimentale,nel quale e' stato ricavato un piccolo hotel.

giovedì 8 aprile 2010

Il Becco della Civetta





Sulla Strada Statale 407 Basentana,uscita Albano,si incontra uno dei borghi piu' caratteristici dìItalia,il borgo di Castelmezzano,nel Parco delle Dolomiti Lucane.
Castelmezzano fu fondato nel X secolo dagli abitanti di Mandoro che fuggivano le scorrerie arabe che impazzavano a valle. L’idea fu quella di creare un “borgo invisibile” agli occhi di chi si trovava in basso.

domenica 4 aprile 2010

I Ricordi



Rieti.Ci troviamo alle pendici del monte Terminillo,un altro angolo superbo della nostra bella Italia,e piu' precisamente a Fonte Cottorella,alle porte di Rieti,famosa per la ricchezza delle sue acque minerali di alta qualita'.

mercoledì 24 marzo 2010

DA DANILO










UNA VOCE FUORI DAL CORO!


LA DIETA

Doppo che ho rinnegato Pasta e pane,
so' dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure...
me pare un anno e so' du' settimane.

Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe' damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immaginà le svojature
co' la lingua de fòra come un cane.

Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da 'na tavola e 'na sedia
pensanno che se deve da morì?

Nun è pe' fà er fanatico romano;
però de fronte a 'sto campà d'inedia,
mejo morì co' la forchetta in mano!




venerdì 19 marzo 2010

Ristorante L'Ortica
















Sembra di entrare da un rigattiere!




Trattoria da Gino



TRATTORIA DA GINO

Via Antonio Gramsci
00030 - Genazzano (RM) Italia
Tel. 06.95570042
Chiuso il Martedi




Saranno un paio di anni che non vado da Gino,