domenica 16 ottobre 2011

Ottimo pesce a Fiumicino

 

 

 

RISTORANTE LA FATTORIA DEL MARE

Via Carlo del Prete
00054 - Fiumicino (RM)
tel: 06.65012251


Scoperto per caso, appena usciti dall'aeroporto Leonardo da Vinci, oggi abbiamo avuto fortuna!
Aspetto rustico di fuori, dove alcuni tavoli facevano bella mostra di se, elegante dentro, con tante vasche di pesci ed un ambiente sicuramente marino.

Per chi ama la ciccia a Torino.........

 

 

GRIGLIERIA MACELLERIA ALLOSSO

Via delle Orfane, 25
10122 - Torino (TO)

Tel. 011.19912387
Dove sono


  Immaginate di entrare in una bellissima macelleria e di scegliere una bellissima costata di manzo....non vedete l'ora di gustarvela a casa, avete gia' l'acquolina in bocca.....qui non c'e' questo problema: ve la cucinano, e nella maniera migliore, su brace di legna!
La bottega dei desideri di chi ama la ciccia,in questo caso, la Granda!
“La Granda” è un'associazione di allevatori nata circa cinque anni fa. I quali con l'aiuto e la regia del dott. Capaldo, hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e a una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità. Quasi tutti i produttori provengono dal Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese e dall' insegnamento del suo fondatore, il dott. Francesco Delfino. Qui, all'interno del Consorzio, hanno cercato e raccolto gli stimoli necessari per tentare di dar forma ad un nuovo progetto, capitanato in prima persona proprio da loro stessi. Consapevoli delle molteplici differenziazioni che il mercato è andato via via assumendo, i componenti de La Granda si sono rivolti ad un diverso modello di consumatore che ormai, da qualche anno, é diventato una realtà commerciale tutt'altro che trascurabile. Partendo da uno standard produttivo già elevato, gli allevatori della razza bovina Piemontese, hanno cercato di coagulare nel progetto “La Granda” le esperienze trascorse all interno del Consorzio: una nuova idea di produzione attenta alla materia prima, alla salubrità ma anche al gusto stesso della carne, un attento disciplinare, una diversa sensibilità verso le problematiche legate al benessere animale e, soprattutto, la voglia di compiere un grande salto di qualità all'interno del mondo zootecnico-alimentare bisognoso di diversificazioni. Lontani dal patetico tentativo di intralciare il cammino e di competere con la grande distribuzione, gli allevatori de La Granda hanno voluto rivolgersi ad una fetta di mercato più attenta, quella che aveva l'esigenza di conoscere l'identità non solo di razza ma anche di modello produttivo della carne, prodotto indistinto da sempre. In parole povere, conoscere la provenienza ma, soprattutto, il tipo di alimentazione dell'animale. Il successo dell'ultimo anno ha premiato le scelte dell'associazione, segno tangibile che “l'altro” consumatore esiste e che in generale anche per la carne si è disposti, come già per il vino e i formaggi, a documentarsi un po' di più. Una ventina di allevatori non rappresenta certo l'intero mondo della Piemontese, ma una sua differenziazione' sì. Per la prima volta è stata “La Granda” a mettere dei paletti: la carne c'è, il prezzo è il risultato di un accordo con i macellai e i consumatori: entrambi disposti a spendere un po' di più per avere un prodotto di alta qualità. Al di fuori' delle tutele istituzionali, “La Granda” ha voluto riscoprire e rivalorizzare, sia nel momento della commercializzazione che in quello delle relazioni esterne, il ruolo dell'allevatore-produttore. Lui solo, padrone del suo prodotto, è in grado di andare alla ricerca di un diverso tipo di consumatore, di presentarsi, confrontarsi con altre realtà produttive. Anche con chi, a causa degli ultimi fatti di cronaca, nutre legittime diffidenze verso il prodotto carne, per dare finalmente volto ad un mondo produttivo che sino ad oggi ha penalizzato consumatori e produttori, premiando unicamente l'anello intermedio della catena.

Una tappa da non perdere a Torino



ANGOLO DI PARIN

Via Bernardino Galliari, 27
10125 - Torino (TO)

tel: 011.6692040
Dove si trova 

Tipica piola piemontese, dove anche la proprietaria sembra uscire da un racconto dell’ottocento, cosi’ come la mise en place, piacevolissima a vedersi.
Cos’è la “piola”, beh vi lascio con questa descrizione di Piero Novelli, giornalista, del 1965.“Se c’è un’istituzione torinese dura a morire, nonostante la civiltà delle macchine trasformi l’individuo in uomo-massa (e Torino sia una delle punte avanzate di questa trasformazione) è la «piola ». Se traducessimo il termine vernacolo di «piola» semplicemente con quello italiano di «osteria», questa sua sopravvivenza non desterebbe invero meraviglia alcuna: anche l’uomo-massa mangia, beve, brinda e s’ubriaca. Ma in «piola», oltre che svolgere le succitate azioni, l’uomo canta, vive, discute, s’umanizza; e «cantare» in un certo modo, senza adeguarsi a facili versi e a scontati moduli musicali, è un azione squisitamente individualistica. Quasi una reazione al livellamento dei costumi, quasi una rivolta al sovvertimento delle tradizioni: un sistema per salvarsi dall’intruppamento e per sfuggire ai tentacoli dell’alienazione.”