venerdì 20 gennaio 2012

Grazie Alberto

TRATTORIA PIZZERIA DA SIMONETTA

Via Pontremoli, 30
00182 - Roma (RM)

tel: 06.70491589




  
Metti una sera a cena, metti una trentina di persone in una sala di questa trattoria in pieno S. Giovanni: lo abbiamo davvero testato alla grande, questo locale, posso quindi scriverne liberamente.... ne abbiamo provato tutti i piatti ( o quasi), eccetto la pizza, ne abbiamo messo a dura prova il servizio, e la prova l'ha superata, ed alla grande, per di piu'!
Quando si dice brutto fuori ma bello dentro!
Il locale deve essere conosciuto in zona, visto che ogni volta che ci sono andato era sempre pieno.
L'aspetto esteriore non vi regala nulla:quanto di piu' spartano possa esistere.
Appena entrati ci si trova in una saletta con qualche tavolino, una macchina per il caffe' (che deve avere i suoi anni), il forno a legna con un pizzettaio che prepara le pizze dinanzi a voi.
Proseguendo, si passa per un corridoio dove, dietro una vetrata c'e' la cucina a vista:uno spettacolo per come si danno da fare li' dentro!
Proseguendo ancora si arriva ad una sala per circa una cinquantina di persone.
Ed e' stata questa sala il teatro di questa grande vittoria della cucina romanesca (intesa come semplice espressione del territorio) contro altri tipi di cucina moderna o modernizzata che dir si voglia.


Partenza tradizionale con affettati misti, mozzarella di bufala e focaccia calda come se piovesse, fiori di zucca ripieni di mozzarella ed alici caldissimi: tutto fresco e buono.
Una volta che anche gli ultimi ritardatari furono dei nostri, cominciano ad arrivare delle fiamminghe con degli spaghetti cacio e pepe di ottima fattura, seguito a breve distanza da dei rigatoni alla matriciana (poco tirato il sugo, a dire il vero) notevolissimi comunque.













Ora si che si ragiona!
E per fortuna che alla fine si e' rinunciato ad un assaggio anche di carbonara, per la gioia del mio amico Franci (hihihihi).
I primi sono andati a braccetto con un Vermentino di Gallura ben fresco e godibile.
Piccolo intervallo con i soliti convenevoli, subito seguito da una marea prorompente di fiamminghe con : agnello e maialino cotti nel forno a legno (gentilmente prestato dal pizzaiolo in un primo tempo recalcitrante)accompagnati da patate sempre al forno (a legna, per non essere da meno dell'arrosto!) e dell'arista al tegame: tutte queste carni sono state molto apprezzate dalla compagnia.















Sembrava si stesse scoppiando, stavamo per arrenderci quando sono arrivate altre fiamminghe contenenti: un'ottima coratella con carciofi, carciofi alla romana sublimi, trippa alla romana a cui mancava solo la parola e, dulcis in fundo, dei fagioli con le cotiche di fabriziana memoria.
Buon abbinamento dei secondi con della Barbera molto molto apprezzata!

Mentre qualcuno fra noi rotolava in sala, alcuni di noi hanno preso addirittura il dolce, gentilmente offerto dal festeggiato: tiramisu' e cheese-cake.....

Gran finale con Champagne e grappa Berta


































Concludo consigliando agli amici di provare questo localino che a mio parere ha un rapporto qualita'-prezzo eccezionale, almeno se si bada piu' alla sostanza che all'aspetto.
Enzone









2 commenti:

  1. Ciao sono Alberico di "Mangiare in Tuscia". Volevo ringraziarti per questa segnalazione e confermare il tuo giudizio.
    Abbiamo mangiato veramente bene (in particolare l'abbacchio alla cacciatora è stato tra i migliori mai mangiati)e speso come nell'era pre-euro.
    Solo due notazioni, una positiva, l'altra un pò meno: la prima è che il pane a tavola è quello mitico di Lariano, la seconda è che, purtroppo, all'uscita ci siamo resi conto di esserci impregnati i vestiti di cucinato (problema tipico delle trattorie).
    Comunque, come detto, posto da tenere certamente presente.

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